|
| |

STORIA
DEL MIDI
Fino
a qualche anno fa ogni industria di strumenti musicali stabiliva da sola
come dovevano essere configurati i propri strumenti, quindi ad esempio alcune
preferivano mappare gli strumenti partendo dai pianoforti, altri dai
sintetizzatori. Dopo un periodo di confusione le industrie capirono che era
necessario un accordo per configurare tutti gli strumenti alla stessa maniera in
modo che si potessero parlare tra loro senza problemi. Nacque così, nel 1982 il
lo standard chiamato General MIDI, che stabilisce una serie di regole attraverso
le quali gli strumenti, anche di diverse case produttrici, possono comunicare
tra loro. A dir la verità, una volta nato il GM (General
Midi) i programmatori si sono accorti che il numero di suoni (127) era limitato.
Sono quindi nati nuovi standard, non più così generali, per cercare di
introdurre un numero maggiore di suoni (prima il General Standard, GS, di Roland,
poi l'eXtended General midi, XG, di Yamaha). Di fatto, però, il General Midi si
è imposto in modo consolidato. C'è di buono che è sempre possibile leggere i
file in GS o XG anche se non si possiede uno strumento Roland o Yamaha, in
quanto quei file possono essere tranquillamente essere letti in GM, senza
perdere sostanzialmente la loro qualità.
| |
Home page
Matrimoni
Feste danzanti
Pianobar
Interpretazioni
Canzoni
Recital
Cantanti
Case
disc.
Software
Testi
Informatica
Giochi
Shopping
Guadagno
Sponsor
E-mail
|